Quel verme di virus che uccide poveri e potenti

di Danilo Melandri

Molto spesso, lettori che ci sono affezionati, vogliono aiutarci mandandoci testi che ritengono giusti par rispondere a concetti di democrazia che potrebbero sembrare sopiti nel tempo. Prendiamo una di queste riflessioni e la pubblichiamo volentieri. E’ scritta da un vecchio amico, Michele Ortenzi, un lavoratore autonomo molto specializato sulla casa come dimora, che da tutta la vita lavora sodo per portare avanti una bella famiglia e oggi, alla luce della pandemia che ci opprime, ci manda questa sua analisi:
“Da sempre abbiamo in casa guerre, corruzioni, dittature criminali, calamità, che ci svolgono l’esistenza, veri ‘ tsunami’ che distruggono paesi, città e seminano morte. Oggi, però, fra capo e collo ci arriva “Lui”, il ‘verme’ inesorabile che in un attimo placa gli animi di tutto il mondo, stravolge anche gli esseri più cattivi, i ricchi, i poveri le razze umane. Si vedono tanti di quei personaggi che si credevano immortali, che si affacciano alle TV come tanti ‘parolai’ esperti di povertà, malattie, dolori e morte, che trattano i poveri cittadini con la consapevolezza di essere su un pulpito fittizio dove la loro sfacciataggine da ricchi non ha limiti. (Lui) quel piccolo verme di virus uccide inesorabilmente nel mucchio. Uccide anche un po’ di quei “potenti” che pensavano di avere una supremazia sulla povertà, quelli che hanno fatto le leggi per i loro interessi sfruttando una posizione legata alla “superiorità” pensando che, anche dopo una minima presenza in quel ruolo di precaria “sovranità” nella vita, sarebbero stati sempre sostenuti senza fare nulla per il resto della loro esistenza… (ma pensavano davvero che fosse questa la giustizia democratica?).
Oggi, invece, uguali davanti a tutti, quelli stessi tremano e mostrano i loro volti preoccupati poiché sanno bene che nessuna arma di difesa potrà fermare quel piccolo verme, fino alla morte. Quando perderanno proprio tutto, i soldi e il loro effimero potere !

E la povera gente, invece, contro quellìinesorabile ‘verme’ che fa? Certo ha paura, soprattutto per i propri cari, ma si rassegna facilmente poiché la vita di un povero è solo un’esistenza che aspetta la sua lenta agonia e si sente esclusa da quella “Società” che vive delle tante chiacchiere di quei personaggi che si sono presi l’incarico di informare, parlano di miliardi di milioni ma, anche loro aspettano il proprio turno di morte. Questo piccolo verme di virus, senza missili, senza bombe, è riuscito a controllare e a mettere alla pari, tutto il mondo !
Ci sara’ una possibilità che tutti i popoli, con questa pausa di vita, possano arrivare a una riflessione che illumini i cervelli e possa stabilire che il mondo in cui viviamo dovrà essere una realtà umanamente possibile e a riconoscere un’universale capacità di poter vivere come in un’ unica famiglia dove non ci siano guerre, mafie, cattiverie, ma solo tanto amore.