“Il Superamento dei campi Rom richiede la fine dei pregiudizi anche per l’inclusione abitativa nel mercato privato”

di Danilo Melandri 9 Maggio 2019

Con queste parole la Presidente della Croce Rossa di Roma, Debora Diodati, si è espressa sulla situazione di crisi che la città sta vivendo per la sistemazione degli abitanti dei campi La Barbuta e La Monachina nel quadro del Progetto Roma Inclusion – ROM – Sociale, diffuso da Gianfranco Lupo per il  Sociale della CRI e per il  Comitato Area Metropolitana di Roma Capitale

 “Come Croce Rossa di Roma stiamo portando avanti i percorsi di inclusione sociale fondamentali per l’uscita e il superamento degli insediamenti di La Barbuta e La Monachina, attraverso interventi in ambito educativo e formativo – prosegue Debora Diodati – finalizzati all’inserimento lavorativo e abitativo. In questo percorso l’inclusione abitativa è elemento imprescindibile ed è stato ideato e ipotizzato con una serie di interventi integrati e di progressiva crescita delle motivazioni, dell’occupabilità e dell’autonomia delle persone”.

Progetto RomanInclusion. ROM Sociale. CRI- Area Metropolitana di Roma Capitale.

“Per fare questo è necessario un lavoro sinergico con i territori e con i cittadini dei nostri quartieri, periferici e non, per favorire anche l’accesso all’edilizia privata oltre che a quella popolare, con il reperimento di abitazioni per chi è in possesso delle risorse per sostenere un canone di locazione, affinché l’inserimento abitativo sia un percorso sostenibile e privo di conflittualità. Nell’attuale contesto di tensione sociale, invece, riscontriamo una percezione di forte insicurezza, fragilità e disorientamento delle persone rom e sinti anche rispetto alla prospettiva virtuosa di abbandono di forme abitative collettive, monoetniche e marginali”. Questa è “Una situazione di crisi che auspichiamo venga superata con il contributo di tutti perché Roma merita di essere città aperta e di vivere anche nel rapporto con le persone rom e sinti  una stagione del tutto nuova, che superi insieme ai campi anche i pregiudizi per costruire tutti insieme percorsi virtuosi di legalità e di convivenza”.

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