Dalla Terra allo Spazio: viaggio nei menu degli astronauti.

di Stefania Carraturo

Negli anni ’60 mangiare nello spazio era quasi un esperimento scientifico. Yuri Gagarin, il primo essere umano a viaggiare nello spazio e a guardare la Terra dall’alto durante la sua storica missione a bordo della Vostok 1 (12 aprile 1961 ), fu il primo a mangiare nell’orbita consumando purea di carne e salsa al cioccolato in tubetti di alluminio simili a dentifrici.

Questo primo esperimento, durato il tempo di compiere in 108 minuti un’unica orbita ellittica intorno alla Terra, dimostrò che l’uomo non solo poteva andare nello spazio ma poteva nutrirsi, deglutendo e digerendo in assenza di gravità, aprendo così la strada alle future missioni. Gherman TItov, infatti, qualche mese dopo, esattamente il 5 agosto 1961, a bordo della Vostok 2 con un volo di oltre 24 ore mangiò due volte nello spazio fornendo dati importanti sull’alimentazione prolungata in orbita. E ancora il 20 febbraio 1962, John Glenn a bordo della Friendship 7, consumò passati di carne, verdure e salsa di mele allo stesso modo dei sovietici.

Oggi, la dieta degli astronauti e molto più varia e simile alla nostra di quanto si possa immaginare e questo perché l’evoluzione del cibo spaziale delle prime missioni ai nostri giorni è stata radicale, passando da cubetti liofilizzati rivestiti di gelatina per evitare briciole che avrebbero potuto danneggiare la strumentazione delle prime missioni a un’ampia varietà di alimenti gourmet confezionati sottovuoto e persino coltivazioni fresche a bordo.

Ogni pasto è studiato nel dettaglio per bilanciare l’apporto calorico, nutrizionale e psicologico degli astronauti, con una particolare attenzione ai sapori che nello spazio tendono ad attenuarsi notevolmente. E figure come lo chef Stefano Polato sono state fondamentali per rendere i pasti non solo nutrienti ma anche saporiti migliorando consistenza e aroma. Gli astranauti possono scegliere il 10% della loro dieta (bonus food) portando cibi terrestri speciali. L’Italia è protagonista con piatti come lasagne, melanzane alla parmigiana o tiramisù liofilizzati o termostabilizzati.

E’ stato recentemente svelato il menù della prossima missione spaziale Artemis II con equipaggio verso la Luna. Ci saranno piatti principali a base di quiche di verdure, salsiccia per la colazione, e come secondi manzo al barbecue, maccheroni al formaggio, insalata di tonno. Tortillas, fagiolini speziati, frutta secca e mirtilli come contorni e spuntino. Biscotti, torte, pudding, caffé, limonata, cacao caldo come dolci e bevande. Sciroppo d’acero, salse piccanti e burri di noci come condimenti.

In futuro, per missioni di lunga durata sulla superficie lunare o verso Marte, la NASA e agenzie come l’ASI stanno studiando soluzioni per la coltivazione in loco, come il progetto italiano “Moon Rice” per produrre riso proteico in basi extraterrestri.

Quale sarà poi la prossima frontiera? Ristoranti orbitali? In questo caso non dimentichiamoci di prenotarli vista Via Lattea.

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