Buon Natale Roma. La Capitale festeggia 2779 anni dalla fondazione.
testo e foto di Stefania Carraturo.
Per chi ama la Capitale il 21 aprile non è un giorno come gli altri. Si festeggia il Natale di Roma, una ricorrenza che ci riporta indietro nel tempo, al 753 a.C. e che celebra la nascita di una civiltà che ha segnato la storia dell’Occidente. Tra rievocazioni storiche, sfilate in costume e la magia dei Fori Imperiali che si animano di antichi riti, Roma ricorda le sue origini leggendarie legate a Romolo e Remo, invitando tutti a riscoprire la sua “identità millenaria.”
Fu proprio in questa data che Romolo tracciò con un aratro il solco sacro (sulcus primigenius) sul colle Palatino, stabilendo i confini della nuova città che non vennero però rispettati da Remo. In segno di scherno e ribellione per come si era conclusa la sfida su chi avrebbe avuto il diritto di fondare la città, egli oltrepassò d’un balzo il solco e morì per mano dello stesso Romolo.
Il confine della patria era sacro e invalicabile, anche per un fratello, quel gesto costituiva un sacrilegio imperdonabile e una sfida all’autorità appena stabilita. Così Romolo con questo gesto di sangue (“d’ora in poi possa morire chiunque osi scavalcare le mie mura”) divenne il primo re e diede il nome alla città.
Il 21 aprile è famoso per il grandioso corteo storico organizzato dal Gruppo Storico Romano, la più importante associazione capace di trasformare – in maniera rigorosa e sistematica – la storia consacrata all’antica Roma in memoria viva. Centinaia di figuranti in abiti d’epoca sfilano dal Circo Massimo fino ai Fori Imperiali, dando vita a spettacoli di gladiatori, danze antiche e cerimonie come l’accensione del fuoco sacro e la rievocazione dell’assassinio di Giulio Cesare presso l’Area Sacra di Largo Argentina.
Per l’occasione, i Musei Capitolini e i siti archeologici della città offrono spesso ingressi gratuiti o ridotti, con visite guidate straordinarie. Turisti e cittadini possono celebrare la memoria storica anche attraverso l’arte per permettere a tutti di fruire della bellezza tra passato e presente.
Celebriamo Roma con questi versi affinché essa mantenga la sua supremazia eterna e la sua grandezza incontrastata:
“Alme Sol, curru nitido diem qui promis et celas aliusque et idem nasceris, possis nihil Urbe Roma visere maius”. (“O Sole benevolo, che col tuo carro splendente produci e nascondi il giorno, e che rinasci sempre diverso eppure uguale, possa tu non veder mai nulla di più grande della città di Roma!”) Orazio, Carmen Saeculare, 9-12.



