C’era una volta un Piccolo Principe e la sua Rosa…(St-Exupéry)
di Stefania Carraturo
“Cos’è che rende il Piccolo Principe uno dei libri più letti e tradotti al mondo dopo la Bibbia?“
Questo capolavore della letteratura infantile, che si rivolge a piccoli e grandi, o meglio, “a tutti quei grandi che sono stati bambini ma non se lo ricordano più”, nasconderebbe chiavi di lettura diverse da quelle della semplice, seppur bellissima, favola sull’amicizia.
Per Guerrera, ad esempio, scrittore e giornalista, questa favola sembra avere tutte le caratteristiche di una storia umana di iniziazione. L’autore fa i conti con il proprio io e l’essere alieno che incontra per volere del fato e che lo conduce per mano verso sentieri mai esplorati prima. La rosa, la volte, il serpente sono solo alcuni dei tanti simboli presenti nel cammino del fanciullo-uomo. Sullo sfondo incombe il vuoto, lo sgomento e il silenzio del deserto, dove ci si perde e ci si ritrova, diventando la dimensione perfetta per meditare su se stessi.
Per il professor Mario Turci, invece, la chiave di lettura è legata all’inadeguatezza del Piccolo Principe a sostenere un rapporto relazionale equilibrato con la sua rosa che lo porta ad abbandonare il suo piccolissimo pianeta alla ricerca di stabilità. La rosa, archetipo per eccellenza della femminilità, la vera protagonista del racconto che anima lo svolgersi degli eventi. Ma chi si cela sotto questo fiore, orgoglioso e vanitoso, che non lo sa ripagare col suo amore, e lo porta così ad abbandonarlo, intraprendendo un viaggio alla ricerca di un amico che gli riscaldi il cuore?
Il noto saggista francese, Alain Vircondelet, non ha dubbi a riguardo. E’ la moglie Consuelo, la fascinosa salvadoregna che travolge Antoine sentimentalmente, quella “rosa” che non può assomigliare a nessun’altra perché per quanto ci siano miriadi di rose-donne sparse nel mondo (allusioni alle continue avventure amorose dello scrittore), quella di cui ci innamoriamo è unica e assoluta. La rosa dalla quale Saint-Exupéry ritornerà sempre.
Passione e tormento, ecco i due aggettivi con i quali definire il loro forte legame. Si sposano cinque mesi dopo il loro primo incontro, vivono dodici anni di amori e separazioni, di fedeltà e infedeltà, rotture e riconciliazioni. Sopporta la solitudine delle mogli degli aviatori, l’angoscia dell’attesa durante i suoi voli notturni.
E quando il 31 luglio 1944 Saint-Exupéry parte per la sua nona missione, non ne fa più ritorno. Consuelo, incredula, continua a scrivergli lettere che non spedisce. Lo attende perdutamente. E non presterà più attenzione alle voci che circolano sulla sua scomparsa, preferirà dire che è in compagnia del Piccolo Principe, tra le stelle, dove lei lo raggiungerà.
Il Piccolo Principe se n’è andato, e anche la sua Rosa. Ma quando proviamo a guardare in noi stessi, non dimentichiamo di contemplare il cielo e scopriremo quelle stelle ridenti, e da quella stella lontana e irraggiungibile, dove dimora eterno il Piccolo Principe, Tonnio e Consuelo, di nuovo insieme, ci guarderanno con dolcezza avvolti nel loro amore leggendario.
