Frida Kahlo a Firenze: il mito messicano rivive alla Cattedrale dell’Immagine.
“Non una semplice celebrazione pittorica, ma un viaggio profondo nella resilienza dell’artista che tra fragilità e forza ha trasformato la sofferenza in assoluta bellezza”
testo e foto di Stefania Carraturo
Giunge al termine, oggi, Frida Kahlo – Emotion Exhibition, la mostra multidediale prodotta da Crossmedia Group in collaborazione con Pixel Shapes, che ha rivoluzionato il modo di raccontare il mito della pittrice messicana a Firenze. Attraverso un mix di tecnologia, realtà virtuali, proiezioni visive a 360 ° e sound design, l’ex chiesa di Santo Stefano al Ponte ha offerto una chiave di lettura inedita e multisensoriale della celebre icona dell’artista.
La narrazione multimediale si concentra su quattro pilastri della sua figura: il corpo e il dolore dove viene messo in luce il dramma fisico e il coraggio con cui ha trasformato le sue sofferenze in arte. L’identità e il folclore messicano attraverso una ricostruzione virtuale dei suoi abiti tradizionali (Tehuana), dei gioielli e della natura esotica di Casa Azul. L’amore e il tormento per Diego Rivera tra passione e tradimenti e infine il suo impegno politico. Ciò che ne scaturise è sicuramente il ritratto di una donna libera, rivoluzionaria, straordinaria e seducente, passionale come il Messico, violenta come l’attaccamento alla vita, visionaria come i suoi quadrI.
La tecnologia non è stata un semplice contorno, ma il mezzo per entrare direttamente nella mente e nel cuore di Frida. Il percorso, strutturato come un vero e proprio viaggio sensoriale, si sviluppa in tre atti: la Mirror Room, la sala immersiva e la Frida Kalho VP Experience.
Il primo impatto avviene con la stanza degli specchi dove il visitatore si lascia avvolgere dai fiori, dai colori accesi, dai simboli del folclore messicano che si duplicano all’infinito. Si passa poi alla navata centrale dell’ex chiesa dove per trentacinque minuti i capolavori di Frida prendono vita sulle pareti romanico-gotiche accompagnati da luci e suoni capaci di tradurre la vita e il dolore dell’artista. Si scende infine nella Cripta dove l’atmosfera si fa più intima ed educativa attraverso pannelli storici ed autobiografici che ripercorrono la vita dell’autrice per sperimentare, infine, a chiusura percorso, un volo virtuale nella Casa Azul di Coyoacán e nell’eredità artistica della pittrice
Un appuntamento, quello fiorentino, che ha registrato un’affluenza record di visitatori nazionali e internazionali e che ha spinto gli organizzatori a prorogare la mostra in chiusura per il 29 marzo al 3 maggio a testimonianza di quanto il mito di Frida Kahlo rimanga ancora oggi incredibilmente vivo.



