Da Firenze a Londra: viaggio negli “ospedali dell’anima”.
di Stefania Carraturo
Quante volte abbiamo cercato rifugio in un libro dopo una giornata difficile o abbiamo trovato conforto nelle parole di un personaggio che sembrava conoscere i nostri pensieri più intimi?
L’idea della lettura come forma di cura affonda le sue radici nell’Antico Egitto. La formula greca ‘ Psychēs iatreion ‘ – traducibile come “luogo di cura dell’anima” – secondo le cronache dello storico Diodoro Siculo, accoglieva i visitatori sopra il portale d’ingresso della biblioteca sacra del faraone Ramses II a Tebe, nel XIII secolo a.C.
I libri sono, a tutti gli effetti, la prima medicina per l’anima ed è proprio per questo che in tutta Europa sta crescendo il fenomeno delle librerie farmacia. In questi spazi indipendenti, i volumi non seguono la classica divisione per generi letterari, ma vengono esposti e consigliati come veri e propri rimedi per i malesseri emotivi, ridefinendo il concetto moderno di biblioterapia.
Il viaggio tra i moderni “ospedali dell’anima” parte dall’Italia, dove la Piccola Farmacia Letteraria di Firenze ha codificato la biblioterapia in un modo a dir poco unico. Sita in via di Ripoli 77/R, gli scaffali tradizionali lasciano spazio a circa 70 stati d’animo, catalogati tutti in ordine alfabetico, concentrandosi principalmente sulle emozioni più comuni: dall’ansia alla gioia, alla rabbia fino alla tristezza. Ma la vera rivoluzione è nell’applicazione di un reale bugiardino su ogni volume, un foglietto illustrativo che mostra al lettore le indicazioni terapeutiche, la posologia ideale come ad esempio quante pagine leggere al giorno e gli eventuali “effetti collaterali” del testo. I romanzi diventano così medicinali pronti a “curare” le ferite quotidiane dello spirito.
Di più recente fondazione è The Poetry Pharmacy di Londra, sebbene il progetto originale sia nato molto prima, nel 2011, sotto forma di un’ambulanza vintage stile anni ’70 che attraversava il paese dispensando “poesie d’emergenza”. Qui, nella sede londinese, i librai-terapeuti dello staff accolgono i clienti per vere e proprie consultazioni al termine delle quali non vengono prescritti rimedi farmacologici ma antologie, versi e piccoli testi poetici racchiusi in barattoli di vetro per combattere la frenesia e lo stress della vita moderna.
I bugiardini della Piccola Farmacia Letteraria e i componimenti in barattolo della Poetry Pharmacy dimostrano che la letteratura non è un semplice passatempo, ma uno strumento per orientarsi nel proprio caos interiore facendoci sentire meno soli. Entrare in questi spazi significa accettare che, a volte, la cura migliore non si trova in farmacia, ma sullo scaffale di una libreria.
