La povertà assoluta imperversa in Italia e, dalle analisi dell’Istat il dato negativo di quest’anno è il peggiore dal 2005

di Danilo Melandri

Lʼaumento di coloro che si trovano nell’indigenza colpisce soprattutto il Mezzogiorno dove, più di una persona su dieci, versa in gravissimo disagio. Sono inoltre 1,2 milioni i minori che si trovano in questa condizione. Si soffre dunque al sud ma anche diverse le metropoli del Nord soffrono il disagio.

L’incidenza della povertà assoluta sugli stranieri supera il 32%, e sono 1,61 milioni coloro che ne vengono intrappolati. L’Istat alla fine di giugno ha diffuso i suoi rilievi peggiori sulla povertà in Italia che è stata analizzata negli ultimi tre anni.   

Nel 2017 le persone che vivevano in povertà assoluta in Italia hanno superato i 5 milioni. E’ il valore più alto registrato dall’Istat dal 2005. Le famiglie in povertà assoluta sono stimate in un milione e 778mila. L’incidenza della povertà assoluta è del 6,9% per le famiglie (era 6,3% nel 2016) e dell’8,4% per gli individui (da 7,9%). Entrambi i valori sono i più alti della serie storica.

L’aumento della povertà assoluta colpisce soprattutto il Mezzogiorno- Nelle regioni meridionali, l’incidenza stimata dall’Istat sale infatti dall’8,5% del 2016 al 10,3% del 2017, per le famiglie, e dal 9,8% all’11,4% per i singoli. Il peggioramento riguarda soprattutto chi vive nelle città metropolitane (da 5,8% a 10,1%) e nei Comuni fino a 50mila abitanti (da 7,8% a 9,8%).

La Regione con la più alta incidenza di povertà assoluta è la Calabria con il 35,3%, seguita da Sicilia (29,0%), Basilicata (21,8%) e Puglia (21,6%). Dati che “si scontrano” con il record positivo della Valle d’Aosta (4,4%) seguita da Emilia Romagna (4,6%), Trentino Alto Adige (4,9%), Lombardia (5,5%) e Toscana (5,9%).

In generale, si registrano circa 300mila residenti in Italia in più finiti in povertà assoluta rispetto agli scorsi anni.

L’incidenza si mantiene elevata per le famiglie di operai e assimilati (19,5%) e per quelle con persona di riferimento in cerca di occupazione (37%).

Povertà, oggi in coda per un reddito minimo garantito

Oggi l’Istituto di statistica definisce ancor meglio i contorni del fenomeno e stima che le famiglie in povertà assoluta siano 1 milione e 778mila; al loro interno, vivono 5 milioni e 58 mila individui.

L’incidenza della povertà assoluta è del 6,9% per le famiglie (era 6,3% nel 2016) e dell’8,4% per gli individui

(da 7,9%). Gli statistici attribuiscono all’inflazione due decimi di punto della crescita annua di entrambi i valori, che sono i più alti della serie storica. Un sguardo preoccupato va ai minori, tra i quali la povertà assoluta seppur in lieve miglioramento “permane elevata e pari al 12,1% (1 milione 208mila, 12,5% nel 2016); si attesta quindi al 10,5% tra le famiglie dove è presente almeno un figlio minore

Povertà, in coda per un reddito minimo garantito

Oggi l’Istituto di statistica definisce ancor meglio i contorni del fenomeno e stima che le famiglie in povertà assoluta siano 1 milione e 778mila; al loro interno, vivono 5 milioni e 58 mila individui.

L’incidenza della povertà assoluta è del 6,9% per le famiglie (era 6,3% nel 2016) e dell’8,4% per gli individui (da 7,9%). Gli statistici attribuiscono all’inflazione due decimi di punto della crescita annua di entrambi i valori, che sono i più alti della serie storica Un sguardo preoccupato va ai minori, tra i quali la povertà assoluta seppur in lieve miglioramento “permane elevata e pari al 12,1% (1 milione 208mila, 12,5% nel 2016); si attesta quindi al 10,5% tra le famiglie dove è presente almeno un figlio minore, rimanendo molto diffusa tra quelle con tre o più figli minori (20,9%)”. A questo aspetto si

somma un’altra indicazione preoccupante per i più giovani, ovvero che l’incidenza della povertà assoluta ha un livello maggiore quando più è bassa l’età della persona di riferimento in famiglia: sotto i 35 anni si arriva al 9,6%.

Quattro regioni del Mezzogiorno in fondo alla classifica europea

Senza sorprese si nota che la povertà aumenta tra i non occupati e quando il capo-famiglia ha un livello d’istruzione minore. Nei nuclei con persona di riferimento operaio, l’incidenza della povertà assoluta (11,8%) è più che doppia rispetto a quella delle famiglie con persona di riferimento in pensione (4,2%).

Soffrono maggiormente gli stranieri: 1,61 milioni di individui stranieri sono colpiti dalla povertà assoluta: l’incidenza di povertà assoluta tra gli individui stranieri si attesta dunque al 32,3%. Anche se si guarda alla rielaborazione

dei dati per famiglie e nazionalità è chiaro il quadro: l’incidenza della povertà assoluta – che come visto era

in generale al 6,9% – sale al 29,2% tra le famiglie di soli stranieri e nel Mezzogiorno supera addirittura il 40%. Per le famiglie miste il valore dell’incidenza è del 16,4%, in calo rispetto al 2016. Per quelle di soli italiani, la povertà assoluta incide al 5,1% (in salita dal 4,4% del 2016).

Anche la povertà relativa cresce rispetto al 2016: l’anno scorso ha riguardato 3 milioni e 171mila famiglie residenti (12,3%, contro 10,6% nel 2016), e 9 milioni 368mila individui (15,6% contro 14,0% dell’anno precedente). Come la povertà assoluta, è più diffusa tra le famiglie con 4 componenti (19,8%) o 5 componenti e più (30,2%), soprattutto tra quelle giovani: raggiunge il 16,3% se la persona di riferimento è un under35, mentre scende al 10,0% nel caso di un ultra sessantaquattrenne.

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