Creme solari? Roba da sfigati.

di Danilo Melandri

Creme solari? Roba da sfigati, perché impediscono di abbronzarsi. Le lampade solari? Un modo per colorarsi meglio e prepararsi all’estate. Il melanoma? Un semi-sconosciuto. Peggio ancora per il fototipo, spesso scambiato per un tipo di immagine. È questo il quadro che emerge da un sondaggio condotto sui social su oltre 3500 adolescenti per conoscere i loro comportamenti in spiaggia. E mostra che le regole della buona prevenzione contro il melanoma, il più aggressivo dei tumori della pelle per cui l’esposizione ai raggi ultravioletti rappresenta il principale fattore di rischio ambientale, sono ancora poco conosciute e spesso disattese. È per questo che oggi la Fondazione AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), presso il Ministero della Salute, ha presentato il progetto #soleconamore, una campagna nazionale di sensibilizzazione per la corretta esposizione al sole e sulla prevenzione del melanoma pensata proprio per i giovanissimi, con l’obiettivo di raggiungerne oltre 100 mila. Oggi erano decine i ragazzi delle scuole medie e superiori che hanno partecipato all’evento di presentazione. Il messaggio più forte che hanno ricevuto è quello di investire in prevenzione, già da piccoli. I risultati del sondaggio “Le scottature solari gravi, durante l’infanzia e l’adolescenza, triplicano il rischio di melanoma in età adulta, ma fra i teenager è ancora molto scarsa la consapevolezza di questi aspetti”, spiega Paola Queirolo, responsabile scientifico del progetto #soleconamore e Direttore Unità Operativa Tumori Cutanei dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova. Come scarsa è la consapevolezza relativa agli altri fattori di rischio per il melanoma: il 63% dei ragazzi pensa che che le lampade solari aiutino ad abbronzarsi meglio e solo il 9% afferma che in realtà fanno malissimo. “I danni di queste apparecchiature sono sottovalutati – ricorda infatti Stefania Gori, presidente nazionale AIOM e Direttore dipartimento oncologico, IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria-Negrar – È dimostrato che il loro utilizzo, soprattutto in età inferiore ai 35 anni, aumenta in maniera significativa il rischio di melanoma. L’intensità degli ultravioletti artificiali è di 12-15 volte superiore all’esposizione solare naturale. Infatti, secondo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) le lampade solari sono ‘cancerogene’ per l’uomo al pari del fumo di sigaretta e, dal 2011, il Ministero della Salute ne ha vietato l’utilizzo ai minorenni e alle donne in gravidanza”. Fototipo, questo sconosciuto Ma tra i ragazzi raggiunti dal sondaggio L’esposizione ai raggi ultravioletti rappresenta il principale fattore di rischio ambientale del melanoma, il cancro della pelle che nasce anche da una sovraesposizione a questi raggi, sulle spiagge al mare, o anche in montagna, o sulla neve. Tutto ciò, per abbronzarsi. I pericoli sono lì. Tra i giovani, però, scarsa è ancora scarsa la consapevolezza sulla prevenzione del più aggressivo dei tumori della pelle.

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