Il Defibrillatore semiautomatico esterno ( DAE ) questo sconosciuto

Di Danilo Melandri

Ogni anno, in Italia, circa 60.000 persone muoiono in conseguenza di un arresto cardiaco, a insorgenza spesso talmente improvvisa da non essere preceduto da alcun sintomo o segno premonitore, all’incirca una ogni 8 minuti.

Per dare un’idea della misura,ogni anno scompare l’intero stadio Olimpico di Roma.

L’Arresto Cardiocircolatorio (ACC) è una situazione nella quale il cuore cessa le proprie funzioni, di solito in modo improvviso, causando la morte del soggetto che ne è colpito.
Le cause più frequenti sono: l’infarto del miocardio, delle aritmie cardiache, l’annegamento, la folgorazione, l’asfissia, i traumi, gli avvelenamenti.

La conseguenza immediata dell’ACC è l’assenza di circolazione. La mancanza di ossigeno a cuore e cervello porta rapidamente a morte il paziente se non tempestivamente trattato.

La carenza di ossigeno al cervello produce infatti lesioni che possono diventare irreversibili già dopo 4-6 minuti,poichè le cellule del cervello, a differenze delle altre del nostro corpo, non sono rigenerabili. Le possibilità di prevenire questo danno dipendono dalla rapidità e dall’efficacia del soccorso.

La sopravvivenza per questo evento è inferiore al 10%. La letteratura scientifica internazionale ha però dimostrato che un soccorso tempestivo e corretto in caso diarresto cardiaco improvviso, contribuisce a salvare fino al 30% delle persone colpite. E’definita Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP) l’insieme delle manovre atte a
mantenere le funzioni vitali supportando artificialmente la circolazione e, se possibile, la ventilazione. L’ulteriore presenza e utilizzo di un defibrillatore poi, innalza la possibilità di sopravvivenza al 75%.

Un Corso di Rianimazione Cardiopolmonare con uso del DAE (Fonte cdf Oasi-Life)

E’ essenziale che le prime manovre di soccorso, in primo luogo le Compressioni Toraciche Esterne (CTE), siano eseguite il prima possibile anche da parte di personale non sanitario (laico) correttamente formato, perché rappresentano uno degli elementi principali chefavoriscono la sopravvivenza di una persona colpita da ACC.

A questo primo e fondamentale trattamento, può aggiungersi l’utilizzo di un Defibrillatore semi-Automatico Esterno (DAE), che consente anche a personale non sanitario di erogare una scarica elettrica stabilita automaticamente dal DAE. La defibrillazione consente, infatti, di interrompere l’aritmia più pericolosa, laFibrillazione Ventricolare (FV), e le Compressioni Toraciche Esterne (CTE) aiutano amantenere vitali gli organi “nobili” (cuore e cervello) della vittima.

 

Il defibrillatore semiautomatico esterno è un dispositivo “intelligente” in grado di funzionare quasi in completa autonomia. Una volta collegati in maniera corretta gli elettrodi al paziente, mediante uno o più analisi che il dispositivo effettua in maniera automatica, il defibrillatore semiautomatico esterno è in grado di stabilire se è necessaria o meno erogare uno shock elettrico al cuore. Più precisamente, è in grado di “comprendere” se il paziente è stato colpito da arresto cardiaco e, qualora il ritmo fosse defibrillabile, avverte l’operatore, della necessità di erogare una scarica elettrica al muscolo cardiaco. A questo punto, l’operatore dovrà solo premere il pulsante di scarica.

Questa tipologia di defibrillatori, ha un’estrema semplicità d’uso che la contraddistingue, può essere utilizzata anche da personale laico opportunamente formato. Infatti, la guida vocale presente all’interno di tali dispositivi assisterà l’operatore durante ogni fase del soccorso. In più, soltanto nel caso in cui il paziente si trovi in uno stato di arresto cardiaco il defibrillatore si predisporrà all’erogazione della scarica. In nessun altro caso, salvo malfunzionamento del dispositivo, sarà possibile defibrillare il paziente, anche se, per sbaglio, venisse premuto il pulsante dello shock. Alcuni DAE, inoltre, per supportare maggiormente il soccorritore, sono provvisti anche di indicazioni visive sia sugli elettrodi che sul dispositivo stesso.

E’ requisito fondamentale che i centri di formazione atti ad erogare e certificare i corsi di rianimazione cardio polmonare e utilizzo del defibrillatore semiautomatico, (come il cdf Oasi-Life di Roma) siano riconosciuti dagli enti regionali preposti, (nel caso del Lazio Ares118.)
I costi di questi apparecchi si avvicinano molto a quelli di uno smartphone di ultima generazione, quello lo abbiamo quasi tutti in tasca, un defibrillatore in azienda o in condominio no,

Pensiamoci.

Fonti: cdf Oasilife Ares118   www.oasi-life.it

Il defibrillatore semiautomatico esterno Philips

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *