Coronavirus ricerche sul vaccino: allo Spallanzani: tremila domande di volontari

di Danilo Melandri

10 Agosto 2020

Nei prossimi giorni, tra il 24 e il 26 agosto saranno somministrate le prime dosi a tre di loro: se non avranno reazioni negative, tra il 7 e il 9 settembre ad altri 3 sarà inoculata una dose più alta. “Si sottolinea l’eccezionale risposta di volontari per il vaccino Covid italiano che verrà testato allo Spallanzani e che, come Regione Lazio, stiamo sostenendo con il ministero dell’Università e della Ricerca“.

Lo ha detto il segretario del Pd e presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti quando ha avuto il numero di volontari che si sono presentati all’Istituto per testare il vaccino “Made in Italy” prodotto e progettato dalla ReiThera di Castel Romano. Uno degli oltre cento tentativi che si stanno facendo a livello mondiale.
            Lo Spallanzani ha effettuato la conta dei volontari e ha constatato che sono oltre tremila i candidati. Un fiume di persone che abbraccia più generazioni e che comprende anche diversi medici disponibili a testare il vaccino in prima persona. Il primo gruppo di tre volontari selezionati verrà vaccinato tra il 24 e il 26 agosto. Successivamente, tra il 7 e il 9 settembre, se non ci saranno reazioni negative, si passerà ai successivi 3, che riceveranno una dose più alta.  Saranno circa 90 i volontari che dovrebbero essere sottoposti alla sperimentazione, saranno circa 90.


            In questi giorni nell`istituto per le malattie infettive della Capitale, eccellenza nella lotta al Covid-19, sono partire le visite mediche a cura di equipe cliniche appositamente formate per selezionare gli idonei. I test di screening – hanno spiegato dallo Spallanzani – saranno effettuati per tutto il corso dello studio e serviranno a selezionare le persone idonee per testare la sicurezza del vaccino in questa fase precoce di sperimentazione

            I volontari sono suddivisi in due gruppi per età: dai 18 e i 55 anni, e dai 65 agli 85 anni. Ciascun gruppo sarà a sua volta suddiviso in tre sottogruppi a cui verrà somministrato un diverso dosaggio di vaccino.”Oltre tremila candidati” ha commentato il direttore sanitario dell`Istituto, Francesco Vaia, è la dimostrazione del “grande cuore degli italiani”.

Tra loro si contano anche molti medici, protagonisti negli ultimi mesi della dura lotta contro il virus.  “È apprezzabile che un medico si offra volontario per il vaccino – commenta il presidente dell`Ordine dei medici di Roma, Antonio Magiè un segno di sensibilità e potrà essere d’aiuto per la comunicazione di aspetti di natura clinica ed eventuali effetti collaterali in tempi rapidi. Come presidente dell`Ordine dei medici – conclude Magi – consiglio di sottoporsi quest’anno come non mai alla vaccinazione antinfluenzale che ci permetterà di discernere molto più rapidamente casi di influenza da quelli di Covid e di poter intervenire con maggiore rapidità“.

            Il vaccino che sarà sperimentato allo Spallanzani, interamente italiano, è nato grazie a un protocollo siglato a marzo tra il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il ministro della Salute, Roberto Speranza, il ministro dell`Università e della Ricerca scientifica, Gaetano Manfredi, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e l’Ircss Spallanzani. Per la realizzazione di questo obiettivo sono stanziati 8 milioni di euro, 5 milioni a carico della Regione Lazio, trasferiti allo Spallanzani, e 3 milioni a carico del Ministero dell`Università e della Ricerca scientifica. Il vaccino è realizzato, prodotto e brevettato dalla società biotecnologica italiana ReiThera di Castel Romano

In pochi chilometri ci sono Irbm, che produce i campioni contenenti l’inoculo virale messo a punto dagli scienziati di Oxford; la ReiThera srl, che ha già all’attivo la creazione del farmaco sperimentale anti-Ebola e la Takis srl, specializzata nella ricerca oncologica, che sta concludendo i test sui topi

 

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